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Helity FAQ

  • Nel caso il venditore si ritiri dopo che la caparra è già stata versata, cosa succede?

    Nel caso in cui il proprietario volesse ritirarsi dalla proposta sottoscritta dovrebbe restituire alla parte acquirente il doppio della caparra versata.

    Quindi, più alta sarà la caparra versata dalla parte acquirente e più alto dovrà essere la restituzione del proprietario, rendendolo meno conveniente per lui ritirarsi dalla proposta.

  • Cosa significa R.T.I?

    R.T.I è l’acronimo che identifica il documento della Relazione Tecnica Integrata di un edificio.

    Tale documento viene richiesto dai notai di alcune città d’Italia (specialmente del territorio bolognese) al momento di una compravendita immobiliare.

    L’ R.T.I. Contiene l’attestazione di conformità catastale dell’unità immobiliare e riferisce in modo dettagliato e oggettivo la situazione urbanistico-edilizia dell’oggetto della compravendita.

  • Quanto vale realmente il mio immobile?

    Per valutare correttamente un immobile bisogna tenere in considerazione differenti aspetti che nel complesso forniscono un quadro completo ed attendibile della valutazione. Un primo aspetto da considerare è sicuramente la zona, il contesto e le condizioni dell’immobile stesso, che definiscono una prima indicazione importante, non solo sull’effettivo valore, ma anche del potenziale di valorizzazione che l’immobile può acquisire a seguito di una ristrutturazione. Inoltre vanno considerate le fluttuazione del mercato immobiliare, che possono influire in maniera sostanziale rispetto al momento dell’acquisto. Il team Helity, forte della propria esperienza e del continuo aggiornamento, è in grado di fornire una valutazione attendibile e trasparente sia allo stato attuale che in prospettiva di opere di miglioramento.

  • Come posso valorizzare il mio immobile per ottenere di più in fase di vendita?

    La fase di vendita è un passaggio molto delicato in quanto le tue aspettative si scontrano molto spesso con le fluttuazioni del mercato e con i gusti della parte acquirente. Per rendere il tuo immobile maggiormente appetibile, Helity definisce una lista dei potenziali acquirenti target e contestualmente definisce la strategia di innovation marketing che consentirà al tuo immobile di acquisire fino al 25% in più del valore attuale. Analisi di mercato, tour virtuali, home staging e piani di ristrutturazione sono soltanto alcuni degli strumenti che Helity mette in atto per rendere merito al valore effettivo della tua casa. Inoltre grazie ad una comunicazione mirata sui social e sul web, Helity investe per te, pubblicizzando l’immobile con un approccio altamente vincente.

  • Cosa significa A.P.E. ?

    A.P.E. è l’acronimo che identifica il documento che descrive le caratteristiche energetiche di un edificio, di una abitazione o di un appartamento. E’ uno strumento di controllo, redatto da un tecnico abilitato tramite un sopralluogo all’immobile, che sintetizza con una scala da A4 a G (scala di 10 lettere) le prestazioni energetiche degli edifici.

    L’ A.P.E. è un documento obbligatorio da fornire all’acquirente o all’affittuario in caso di compravendite e locazioni immobiliari.

    La validità di un APE è, nella maggior parte dei casi, 10 anni. 

  • E’ meglio prima vendere o comprare?

    Rispondere a questa domanda non è semplice, in quanto bisogna considerare degli aspetti esterni alla trattativa.

    Prendendo ad esempio una situazione ottimale in cui agenti esterni non impattano sulla compravendita, il suggerimento che si può fornire è di vendere il proprio immobile prima di acquistare.

    In questo modo si avrà la reale situazione del capitale a disposizione, facilitando un approccio deciso in fase di acquisto.

    Molto spesso, prediligendo l’acquisto come prima opzione, ci si ritrova ad essere obbligati a vendere in tempi stretti, rischiando di dover abbassare il prezzo dell’immobile.

  • Posso vendere la mia casa con un mutuo in corso?

    La risposta è sì, è possibile vendere l’immobile anche se si ha un mutuo in essere.

    Contestualmente all’atto di vendita, il mutuo dovrà essere estinto e quindi al momento del rogito anche la banca creditrice dovrà essere presente alla stesura dell’atto per garantire al notaio la cancellazione dell’ipoteca, richiedendo in cambio alla parte acquirente gli assegni circolari di pari importo del residuo mutuo.

  • Posso vendere la mia abitazione principale prima che siano trascorsi 5 anni dall’acquisto?

    La risposta è sì, anche se è bene sottolineare che, se si acquista un immobile e lo si rivende prima di 5 anni a un prezzo maggiorato si deve pagare sulla plusvalenza generata una tassa pari al 26%.

    Non si paga la plusvalenza immobiliare quando:

    • si riceve un immobile in eredità e si decide di metterlo in vendita;
    • si acquista un immobile e lo si vende dopo un periodo di 5 anni;
    • si acquista un immobile con agevolazione di prima casa e per la maggior parte del periodo tra acquisto e vendita l’alloggio viene utilizzato come abitazione principale;
  • Se vendo la mia prima casa, quanto tempo ho a disposizione per ricomprare?

    Sulle abitazioni principali (o prima casa), si hanno dei benefici fiscali che lo Stato Italiano mette a disposizione, a patto che vengano rispettati dei vincoli temporali tra la vendita e un successivo acquisto. Per non perdere i benefici d’imposta, è fondamentale ricomprare una prima casa entro 12 mesi dalla vendita dell’abitazione principale.

  • In caso di mancata vendita devo pagare ugualmente il compenso all’agenzia immobiliare?

    No, qualora l’incarico di mediazione sia affidato in esclusiva all’agenzia!

    L’investimento di tutte le risorse nella fase di vendita dell’immobile è un onere che grava solo sull’agenzia. Sarà cura della stessa attivare tutte le strategie per concludere la vendita dell’immobile. Nel caso di mancata vendita, il rischio d’impresa ricade sull’agenzia e non sulla parte venditrice.

  • Cosa significa atto di provenienza?

    L’ atto di provenienza è il documento che attesta il modo in cui si diventa proprietario di un bene immobile. Tale documento può essere quindi costituito da un atto notarile o scrittura privata; da una sentenza giudiziale; da una dichiarazione di successione, usucapione e donazione.

    Nel caso della donazione è giusto far notare che l’acquirente potrebbe riscontrare delle problematiche al momento dell’acquisto qualora sia subordinato a mutuo.

  • Quali sono le imposte che devo pagare in una compravendita immobiliare tra privati?

    Per conoscere il corretto importo delle imposte è importante distinguere prima tra: prima e seconda casa.

    Prima casa: immobile di proprietà acquistato da una persona fisica e destinato ad uso abitativo.

    Le imposte sull’acquisto sono:

    Chi usufruisce dei benefici prima casa dovrà versare, qualora il venditore sia un privato o un’impresa che vende in esenzione d’iva, l’imposta di registro pari al 2% del prezzo dell’immobile o del valore catastale.

    L’acquisto prima casa non prevede il pagamento di imposta di bollo, tributi speciali catastali e tasse ipotecarie.

    Seconda casa: immobile in cui non è ubicata la residenza del proprietario.

    Le imposte sull’acquisto sono:

    Chi acquista una seconda casa dovrà versare, qualora il venditore sia un privato o un’impresa che vende in esenzione d’iva, l’imposta di registro pari al 9% del prezzo dell’immobile o del valore catastale.

    N.B. In entrambi i casi, qualora l’importo dovese risultare inferiore ai 1000 euro, l’imposta verrà automaticamente innalzata a 1000 euro di imposta ipotecaria e 50 euro fissi di imposta catastale.

  • Cosa sono i dati catastali?

    I dati catastali sono le informazioni principali che permettono di risalire alla singola unità immobiliare e sono composti dal Foglio di mappa, la particella ed il subalterno.

    Con i dati catastali è possibile richiedere una visura catastale che rappresenta la “carta d’identità” dell’immobile.

  • Come posso sapere chi è l'effettivo proprietario dell'immobile?

    Per evitare l’insorgere di problemi a posteriori, bisogna verificare che il venditore sia l’unico intestatario dell’immobile e che su di esso non pendano ipoteche e/o mutui o che la casa non sia coinvolta in cause giudiziarie.

    Spesso accade che parenti o eredi non sono concordi sulla vendita, quindi possono aprirsi scenari complessi.

    In alcune trattative risulta importante venire a conoscenza della motivazione della vendita, per ottenere eventualmente un vantaggio competitivo.

  • Come faccio a sapere se l’immobile che acquisto è conforme?

    E’ importante accertarsi che tutti i documenti urbanistici siano in regola. In particolare bisogna verificare l’effettiva esistenza del permesso di costruire; se l’immobile sia effettivamente accatastato e che la planimetria catastale rispecchi lo stato di fatto.

    Il venditore, in alcuni comuni italiani, dovrà preoccuparsi di fare redigere la relazione tecnica a sue spese e, qualora esistessero delle difformità, dovrà sanarle.

  • Differenza tra mq commerciali e calpestabili

    I mq COMMERCIALI di un immobile sono la somma di tutti gli spazi interni ad esso, muri compresi e pertinenze.

    Quado si valuta un immobile, calcolandone il valore in euro/mq, la superficie dell’abitazione è calcolata al 100%, i garage fuori terra al 67% mentre se interrati al 50%. Cantine, depositi e centrali terrazzi e balconi al 33%.

    Ecco perchè, un appartamento di 100mq e dotato di un garage interrato di 20mq non avrà una superficie commerciale di 120mq, bensì di 110mq.

    I mq CALPESTABILI, invece, sono le superfici dove posso fisicamente cammiare. Nel contegio si tiene in considerazione del 100% dei mq esclusi i muri.

  • Come faccio a sapere se tutti gli impianti sono a norma?

    Conoscere lo stato degli impianti è uno degli aspetti che maggiormente preoccupano la parte acquirente, ma che, ai sensi di legge, è più semplice da scoprire. Infatti, per gli impianti realizzati dopo il 2008, è obbligatorio ricevere la certificazione di conformità, mentre per gli impianti precedenti basta il certificato di rispondenza.

  • Come sapere se il venditore ha pagato tutte le spese condominiali?

    Prima di procedere alla compravendita è buona norma contattare, direttamente o tramite agenzia, l’amministratore di condominio, il quale potrà consegnare il dettaglio delle spese e verificare che siano state tutte saldate o che verranno saldate entro il rogito. Ogni tipo di pendenza, può essere addebitata al compratore fino ad un limite dei due anni precedenti all’acquisto. Proprio in questa fase, affidarsi ad un’agenzia immobiliare seria, gioca un ruolo importante nell’intermediazione con gli amministratori condominiali.

  • A chi spettano gli interventi di manutenzione straordinaria già deliberate?

    I lavori di manutenzione straordinaria dell’edificio condominiale devono essere pagati dal soggetto che era proprietario dell’appartamenteo al momento il cui i lavori stessi sono stati deliberati dall’assemblea condominiale.

    Per pronosticare eventuali spese, consigliamo agli acquirenti di prendere visione delle ultime due riunioni di condominio, così da poter vedere gli o.d.g già stati deliberati e quelli che saranno deliberati in futuro.

  • Quali spese si dovranno sostenere oltre a quelle dell’immobile?

    Nell’acquisto di un immobile bisogna avere chiara la situazione delle spese accessorie.

    Se l’acquisto è stato effettuato tramite l’intermediazione di un’agenzia, bisognerà considerare la commissione definita in fase di proposta a cui vanno aggiunte le tasse di compravendita e le spese notarili.

    Le spese aggiuntive non possono essere incluse all’interno di mutui o prestiti ma saranno sempre a carico dell’acquirente, tranne quelle per legge a carico di venditore.

  • Qual è l'ammontare della caparra?

    Al momento della firma del preliminare d’acquisto, è necessario versare una caparra sull’immobile.

    E’ giusto sottolineare che tale caparra non ha un valore definito; generalmente la caparra confirmatoria è pari al 10% del prezzo d’acquisto dell’immobile.

    Tale percentuale può diminurire qualora il prezzo di mercato dell’immobile sia particolarmente elevato.

  • Quando la rata del mutuo risulta sostenibile?

    Qualora si avesse necessità di accendere un mutuo per l’acquisto di un immobile, bisogna considerare che, affinché la rata mensile abbia un importo sostenibile, non deve essere superiore al 30% del reddito mensile famigliare.

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